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Breve periodo di riposo estivo per Il Gruppo Podistico G Cattaneo
Buone Ferie a tutti e arrivederci alla Sagra"d'la Panisa" a Vercelli il 22/08/2014
Il gruppo podistico G cattaneo di Borgo Vercelli con la gara ad Oleggio di domenica 3 agosto si prenderà un breve periodo di riposo estivo . Sarà  una interruzione dell' attività  sportiva di sole 3 settimane che avrà  termine venerdì 22 agosto con la partecipazione alla gara notturna della Sagra d'la panisa a Vercelli . Fino a questo momento le gare disputate sono state 35 ed il G.Cattaneo può fregiarsi di avere conseguito ben 3 primi posti a Trino Vercellese , Asigliano e a Novara . Come di consueto l' attività 2014 si concluderà con la gara dell' ultima domenica di Novembre raggiungendo il numero di oltre cinquanta corse disputate . Alla competizione di Oleggio i podisti di Borgo Vercelli sono presenti da decine di anni , forse perchè grazie al percorso in larga misura ombreggiato offre la possibilità  di correre senza il disagio dell' afa estiva. Questa edizione tuttavia siè presentata anomala a causa di questa estate pazza . Il clima più che estivo è stato autunnale con una temperatura di soli 18 gradi centigradi , nubi alla partenza e pioggia durante lo svolgimento della gara . I podisti del Cattaneo partecipanti sono stati una quindicina e viste le condizioni meteo i più hanno optato per i percorsi più brevi di 3 e 7 km , mentre un gruppetto di 4 temerari ha affrontato quello di 13 km . La gara è molto particolare per cui vale la pena descriverla brevemente . Punto di ritrovo e di partenza è l' impianto chimico Balchem ex AKZO Nobel presente nei pressi del fiume Ticino alla frazione Loreto di Oleggio . In questa frazione , apparentemente priva di storia , furono trovate palafitte e una necropoli dell'età  neolitica . Dopo trecento metri di strada asfaltata il percorso punta subito verso la campagna , così diversa dalle nostre risaie , costituita da estesi prati , boschi da taglio e qualche appezzamento di mais . Dopo solo un chilometro circa la strada campestre si restringe e si avvicina al fiume Ticino fino a renderlo visibile. Questo corso d' acqua , con il suo parco di ben 3.500 ettari di boschi è considerato una riserva della Biosfera dell'Unesco ed è indescrivibile l' emozione che si prova a correre in un luogo , dove la natura è rimasta immutata nel corso della storia. Verso il secondo chilometro la gara si allontana dal fiume e procede verso l' interno , dove tra il terzo e quarto chilometro si osservano aziende agricole perfettamente ristrutturate e parzialmente trasformate a maneggi da cui partono cavalieri e valchirie con i loro destrieri . Verso il quinto chilometro il paesaggio diventa più selvaggio , non si vedono più i campi ordinati e coltivati e nemmeno fabbricati rurali . Inizia anche a piovere , fortunatamente i maestosi alberi riparano parzialmente i podisti che imperterriti continuano a correre senza cercare rifugio . Si scorge ancora tra alberi e sterpi quanto resta di una grande cascina dotata anche di un mulino . Ormai con le guance rigate dalla pioggia si volge lo sguardo verso quei ruderi , dove un tempo la grande stalla echeggiava di muggiti e nitriti , dove ogni giorno una piccola processione di carri portava frumento e granoturco a macinare . La tristezza più grande si prova nel vedere un vecchio aratro abbandonato tra i rovi e rimasto , forse la , ad attendere come la sposa fedele quell'uomo partito per la seconda grande guerra e mai tornato poichè sepolto nella pianura del Don. Verso il sesto chilometro il percorso impone il superamento di una bella salita alla fine della quale compare come per magia nel fitto della boscaglia l' oratorio di San Donato perfettamente restaurato e visitato da molti fedeli che lasciano a testimonianza del loro fervore religioso ceri votivi . L'opera risale tra la fine del 500 ed inizio 600 quando in questo luogo venivano portati gli ammalati colpiti dalla peste ed ivi venivano sepolti i morti. Al settimo chilometro la gara ormai è immersa nel folto del bosco . La strada è diventata uno stretto sentiero , scivoloso e caratterizzato da continui saliscendi . Si corre cosi per quasi quattro chilometri sotto una pioggia battente . La visibilità  in questo corridoio di alberi è molto scarsa , con il rischio di inciampare ad ogni passo . L' atmosfera diventa magica , quel correre tra felci giganti , querce secolari , ontani , carpini , olmi , quei tuoni e lampi che rompono il silenzio e per un attimo abbagliano la vista , il brivido provocato dall' acqua piovana che corre sulla pelle, fanno capire a quanto sia grande la forza della natura , a quanto sia meraviglioso il creato troppe volte violentato e distrutto dalle attività  umane . All' undicesimo chilometro la corsa abbandona il folto del bosco , si sfiora una centrale idroelettrica e poi si arriva sulla strada asfaltata che porta fino al punto di arrivo . La gara termina sotto una pioggia impietosa che rende difficile anche la premiazione . Il gruppo podistico G. Cattaneo si classifica 14° posto , ma non sarebbe stato possibile fare di meglio in una gara in cui primeggiano i grandi gruppi del varesotto composti anche da oltre cento atleti.